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Monday, September 19, 2011

I semi del suicidio

Quel che è accaduto in India con i semi Ogm del cotone diventati monopolio della multinazionale Monsanto è l'esempio che Vandana Shiva porta per farci capire quale potrebbe essere il futuro, se non si interviene, se non si lotta ora, come fa lei da anni con la sua Research Fondation for Science, Technology and Ecology, per un domani ecosostenibile e di libertà. Non a caso la sua lectio magistralis, sulla non brevettabilità della vita, della natura, ha chiuso il Festivalfilosfia a Modena dedicato proprio al tema Natura. In India la Monsanto ha creato il monopolio dei semi di cotone, riducendoli a un'unica varietà brevettata, il cui prezzo è aumentato dell'ottomila per cento in 10 anni, portando molti piccoli agricoltori al fallimento, anche perchè i semi Ogm non si riproducono piantandoli, ma vanno riacquistati ogni volta, a ogni stagione. Sono stati definiti quindi 'Seeds of suicide' (semi del suicidio - titolo dell'ultimo libro tradotto in italiano di vandana Shiva) nel rapporto annuale della sua Fondazione, per il numero impressionante e crescente di contadini indiani che si suicidano, non riuscendo a far fronte ai debiti. La Fondazione ha aperte sei cause contro la Monsanto.
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E' la cosa più scandalosa accaduta negli ultimi 15 anni il fatto che la vita sia considerata un'invenzione e forme di vita possano essere oggetto di proprietà intellettuale, brevettate concedendole in esclusiva solo a qualcuno, escludendo tutti gli altri. Eppure sappiamo che quel che è stato fatto è solo uno spostamento di geni, non la creazione di una nuova forma di vita", denuncia Vandana Shiva, sottolineando che così si crea una "nuova forma di colonialismo, di furto che va verso l'eliminazione della biodiversità e della sapienza contadina, un qualcosa che renderà difficile la vita, in ultima analisi, non solo a semi e piante, ma anche a molti esseri umani, naturalmente cominciando dai più poveri".
   Il 75% delle piante e e semi del pianeta sono ancora liberi e non commercializzati con un marchio: "questo pare intollerabile alle multinazionali che, per appropriarsene  e gestirle a modo loro, hanno creato un'unione tra colossi industriali dell'alimentazione, farmaceutici, petroliferi e così via, per
uno sforzo comune nel perpetrare altri furti all'umanità, alla natura", annuncia la studiosa e attivista dell'ecologia sociale. E in conclusione ribadisce che: "Tutti hanno diritto a accedere alle risorse naturali del pianeta, che non possono essere privatizzate, perchè dalla biodiversità nasce la ricchezza di sostentamento, mentre dalle ricerche di ingegneria genetico sono nate anche erbe infestanti superresistenti, che negli Usa oggi sono un flagello, e lo stesso riguarda molti parassiti delle piante". Per questo ha fondato 25 anni fa anche una Banca delle sementi di cotone, che è andata salvando e recuperando per i più sperduti angoli dell'India ogni diversa specie di seme, ripromuovendone l'uso presso gli agricoltori e creando una rete equo-solidale per la distribuzione dei loro prodotti naturali.




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