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60,000 rapes carried out by UN staff

A WHISTLE blower has claimed UN staff could have carried out 60,000 rapes in the last decade as aid workers indulge in sex abuse unchec...

Thursday, December 1, 2011

The SpyFiles


Una rete che unisce 25 paesi in tutto il mondo, un business segreto che frutta miliardi di dollari ogni anno: lo chiamano sistema di intercettazione di massa ed è l’oggetto dei 287 documenti che Wikileaks ha pubblicato oggi nell’ambito della nuova operazione SpyFiles, attesa ormai da mesi.
È così che Wikileaks ritorna sulle scene dopo mesi di assenza, e il tombino scoperchiato questa volta è quello delle grandi compagnie di sorveglianza internazionali.
Le compagnie internazionali che si occupa di sorveglianza hanno sede nei paesi più tecnologicamente avanzati, e vendono la loro tecnologia a tutte le nazioni del mondo” si legge nel rapporto “Questa industria, in pratica, è del tutto prima di controllo e regolamentazione. Le agenzie di intelligence, le forze militari e le autorità di polizia sono in grado di intercettare chiamate silenziosamente, segretamente e a livello di massa, sono inoltre in grado di accedere ai computer, il tutto senza bisogno dell’aiuto o della consapevolezza dei provider di telecomunicazione. L’ubicazione fisica degli utenti può essere tracciata se questi hanno un telefono cellulare, anche quando questo è solo in standby.”
287 documenti pubblicati oggi (ma sono solo l’inizio, garantiscono da Wikileaks) svelano uno scenario inquietante: 133 produttori di sistemi per la sorveglianza avanzata in tutto il mondo (8 in Italia) fatturano ogni anno almeno 2 miliardi di dollari fornendo a governi e agenzie di intelligence la tecnologia necessaria a: monitorare l’uso di internet, monitorare l’utilizzo dei telefoni cellulari, iniettare virus Trojan nei computer, analizzare conversazioni, monitorare SMS e tracciare posizioni tramite GPS. Per avere un’idea più chiara di tutto ciò, è stata sviluppata una mappa interattiva liberamente consultabile.
Il più formidabile macchinario di sorveglianza che l’uomo abbia mai visto”, così Julian Assange aveva definito internet, durante una videoconferenza con dei giornalisti ad Hong Kong, due giorni fa. Blindato nella sua casa-prigione, in Inghilterra, l’ex-hacker aveva appena ricevuto il premio Walkley per il giornalismo. Mentre rispondeva a braccio alle domande poste dai giornalisti, Assange aveva fatto riferimento alla sproporzionata quantità di dati personali che ogni giorno gli utenti rilasciano spontaneamente in rete, che valgono oro per chiunque abbia come interesse la sorveglianza di massa.
Diversi analisti si ostinano a cercare paralleli con George Orwell e il suo 1984. Qualcuno dovrebbe far loro notare che, da questo punto di vista, lo scenario di controllo dipinto da Orwell è stato ormai superato sulla destra. E da un pezzo.


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