Featured Post

60,000 rapes carried out by UN staff

A WHISTLE blower has claimed UN staff could have carried out 60,000 rapes in the last decade as aid workers indulge in sex abuse unchec...

Saturday, September 29, 2012

Il più grande crimine



Il saggio di Paolo Barnard è un prezioso contributo per comprendere e capire la situazione e le dinamiche del capitalismo finanziario globale di cui siamo tutti vittime.



Il “più grande crimine” di cui parla Barnard è il piano delle élite finanziarie e speculative mondiali, che produce nei Paesi e sui popoli del mondo catastrofi umane e sociali crescenti ed irreversibili, come dimostrano i dati “disastrosi”che egli fornisce nel suo saggio: non solo guerre di aggressione e di rapina (chiamate “missioni umanitarie” !?), ma disoccupazione, fallimento di aziende, fame, morti, precarietà, perdita di diritti vitali, svendita di beni comuni e pubblici, mercificazione di servizi vitali pubblici (es. acqua).
Catastrofi alle quali gli Stati privi di sovranità, in particolare monetaria, non possono opporre rimedi.
Qui si dimostra illuminante la identificazione di Stati a moneta sovrana, che mantengono la proprietà della moneta e possono stamparla a loro uso, e quelli che non possono farlo, in quanto le banche che emettono moneta si appropriano anche del suo valore convenzionale: è il caso della UE e dell’euro, moneta inventata, emessa e di proprietà della BCE, che ne gestisce tutti gli aspetti, sia nei confronti degli Stati, ridotti al rango di cittadino che si indebita, che delle aziende o dei cittadini:  prestiti, debiti, quantità, impiego, ecc.
Il deficit statale può essere sanato sempre, mettendo più moneta in circolazione: ciò vale sia per la politica economica interna, che per quella verso l’estero (debito estero). Il Giappone ha un debito pubblico pari al 200% del PIL, ma nessuno se ne preoccupa, perché essendo uno Stato sovrano può stampare in ogni momento il danaro necessario a sanarlo. Che lo faccia o no, dipende solo da una sua autonoma decisione politica. Lo stesso vale per gli USA (dollaro) e il Regno Unito (sterlina).
Per contro, la Grecia, Paese privo di moneta sovrana e il cui debito estero è  solo del 13% del PIL, viene considerato inaffidabile, “vizioso”, “insolvente” e sottoposto a misure antisociali “lacrime e sangue” dettate dalla BCE e dalla UE. Il reddito medio/pro capite in Grecia è di appena 3.530 euro/anno, contro i 6.251 euro della media europea. Altro che Stato pig (maiale) e sprecone, come viene descritto.
Per gli Stati a moneta non sovrana – come l’Italia e i Paesi UE – il debito con la BCE e le banche è un debito reale che deve essere scaricato sui cittadini: lo Stato non può emettere moneta e saldarlo. Si trova così intrappolato in quella che Barnard chiama la “spirale della deflazione imposta “: tagli di salari e pensioni, disoccupazione, riduzione di redditi e consumi, svendita del patrimonio pubblico e dei servizi pubblici, con progressivo peggioramento del rapporto DEBITO/ PIL (il numeratore aumenta e il PIL cala). La speculazione finanziaria globale si manifesta poi sui titoli e sui “derivati”: un intrigo di scommesse e “giochini” che vale 1.270 trilioni di $ = 22 volte il PIL mondiale (De Simone “CRAC!” Ed.Riuniti2011). 
I tre dogmii neoliberisti dominanti, negando tutta questa realtà, sostengono equazioni false e mitologie strumentali. Essi sono:
  1. la “piena occupazione crea inflazione”, non è vero, la verità è che hanno bisogno di un esercito di precari e di disoccupati da ricattare con salari sempre più bassi (i minimi possibili a scala mondiale).
  2. Per creare occupazione occorre diminuire i salari”, falso: è vero l’esatto contrario.
  3. L’euro è una moneta europea, guai a rifiutarlo”, falso, per quanto detto nel saggio.
In sintesi, il piano dei neoliberisti, cui sono asserviti governi di destra/sinistra, è dunque chiaro e provato:
smantellare la sovranità dello Stato e della democrazia conquistata, privarlo dei mezzi per investire e legiferare, acquisire le sue funzioni ed i suoi beni pubblici a prezzo minimo, ridurre al minimo i salari ricattando i lavoratori con la precarietà e la disoccupazione, azzerare diritti sociali e costituzionali, anche vitali.
Questo piano è già in gran parte attuato, come dimostrano i dati drammatici che riguardano la società greca, italiana o spagnola, grazie al gioco dell’euro ed ai trattati/patti della UE (descritti in dettaglio nel saggio).
Il piano criminoso ideato negli anni ’30 è stato portato a compimento  nel corso dei decenni scorsi. In particolare, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, con la mitologia dell’Europa e dell’euro, con l’assenso esplicito di governanti europei di destra/sinistra, con una martellante propaganda mediatica e con le guerre. Ha subito  accelerazioni disastrose con la caduta dell’URSS e con la cosiddetta lotta al “terrorismo” (2001).
In  sostanza, esso è servito a bloccare e far arretrare la spinta popolare, costituzionale e sociale dei popoli e degli Stati (socialdemocrazia) di questi decenni, per riportarla, con un minimo di repressione, alle condizioni di ricatto e di schiavismo, tipiche del periodo medioevale, fascista e nazista. In questo modo i popoli evoluti e sfruttatori dell’occidente stanno sprofondando nella realtà sociale del 3° e 4° mondo.
Il cosiddetto “decreto sviluppo” (absit iniuria verbis) che la BCE ha imposto al governo italiano, come già alla Grecia, conferma puntualmente l’analisi di Barnard e di altri  che hanno mosso per tempo critiche radicali alla ideologia neoliberista, alla truffa del debito, alla UE, all’euro, alla Nato. Rimane anche confermato che  tutte le Istituzioni italiane, il Presidente della Repubblica, le cosiddette opposizioni parlamentari (PD, IDV, SEL) sostengono il diktat BCE  chiedendone l’applicazione immediata e criticando il governo i cui impegni sarebbero inaffidabili!. L’IDV chiede che anche i ricchi paghino qualcosina: come se il neoliberismo potesse o volesse colpire altro che non siano i redditi dipendenti controllabili!
Forse il “dittatore” più folle e pericoloso è il premio Nobel (!?) Obama (USA) con le sua ideologia globale e le sue armi di sterminio e di occupazione, al servizio delle multinazionali, che Barnard denuncia.
Se il “più grande crimine” dell’imperialismo è quello monetario, altri devastanti crimini lo accompagnano e lo sostengono: i Capitali, le armi nucleari, la propaganda mediatica, la sudditanza dei governi neoliberisti, la sovranità monetaria, tutelata in patria e negata in Europa e nel mondo. Non è un caso che il Regno unito – avamposto dell’imperialismo USA e sionista in Europa – abbia mantenuto la sua “sovranità monetaria” pur stando “fuori dalla UE (che pure condiziona). Anche il Giappone, che svolge lo stesso ruolo in Asia,  pur  sconfitto nella Seconda Guerra Mondiale – ha conservato la sovranità monetaria.
In conclusione della sua analisi, Barnard sollecita una presa di coscienza dei cittadini, alquanto difficile stante l’inganno mediatico, e la loro mobilitazione contro il piano criminale neoliberista. Sono due istanze necessarie, ma non sufficienti. Se le rivolte popolari – già in atto nel mondo – non trovano una teoria politica adeguata, un programma ed un soggetto anticapitalista o socialista, sarà agevole per l’imperialismo schiacciarle, ingannarle e depistarle, come è accaduto nella storia di ieri e di oggi.

No comments:

Post a Comment

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...