Featured Post

60,000 rapes carried out by UN staff

A WHISTLE blower has claimed UN staff could have carried out 60,000 rapes in the last decade as aid workers indulge in sex abuse unchec...

Tuesday, June 18, 2013

ZeroZeroZero

Metaforicamente si potrebbe definire Roberto un mulo della coca, con grammi e grammi di sostanza nel corpo da cui liberarsi. Sostanza intesa dunque come informazione, materiale illegale che spaccia Saviano, senza aver timore dei veri spacciatori della coca, quella bianca, quella che in molti acquistano forse anche più della cultura.
Il primo capitolo Coca #1 è un chiaro esempio in questo senso. Chiunque, anche il lettore che sta leggendo questa recensione potrebbe far uso di coca.
Si comincia dunque dal consumatore, il motivo scatenante che mette in moto l'immenso e imprevedibile movimento della coca. Se non ci fosse la domanda, naturalmente non ci sarebbe l'offerta e non ci sarebbe tutto il mondo che Saviano ci racconta.

A soddisfare il vizioso consumatore, c'è una vera e propria catena produttiva. Un'azienda viva, l'unica che riesce a resistere a qualsiasi tipo di crisi. Un petrolio bianco di cui tutti vogliono impossessarsi, o almeno prendersi una bella fetta nel processo produttivo e distributivo. Roberto Saviano da abile narratore ci racconta dei cartelli colombiani che nel tempo hanno ceduto il passo ai Messicani, più capaci nello sviluppare relazioni e allacciare rapporti. Su questo punto già mi soffermerei, parlando ad esempio del cartello dei Los Zetas, che avevo sentito già nominare nei romanzi di Don WinslowUn'organizzazione criminale spietata che esibisce le torture degli infami, dei concorrenti, in diretta su YouTube. Già perchè per rendere ancora più perfetta questa farina con tre zeri, ci vuole oltre ai classici ingredienti, l'ingrediente sangue.

Al racconto dei cartelli messicani, Saviano dedica ampio spazio nel suo romanzo. Una narrazione ricca di nomi e aneddoti, forse troppo. Lo scrittore infatti si perde e/o dilunga nell'indicazione dei numerosi nomi dei cartelli messicani e colombiani. Per imprimere nella mente del lettore questo o quel soggetto, Saviano racconta qualche espediente, qualche particolarità, qualche avvenimento curioso che possa essere ricordato. Messicani/colombiani sono un pò il fulcro iniziale del cammino della coca. Coca che viene trasportata in maniere diverse, ma che predilige i viaggi via mare. Ma a me, sono rimasti impressi i viaggi in aereo. I viaggi attraverso i muli, uomini con in bocca grammi e grammi di cocaina. Una storia è ad esempio quella di Mamadu, un ragazzo africano che ci racconta il suo primo viaggio da mulo verso Lisbona.

Coca che una volta giunta a destinazione, può fermarsi per essere spacciata o intraprendere altri percorsi. Il polso della situazione viene controllato dai broker, esempi ne sono: Pasquale Locatelli uomo del Nord, e Bebè del Sud. Uomini che hanno capito in che senso gira il mondo, nonostante abbiano frequentato differenti carceri. Uomini che ci conducono in Italia, dove nel settore Coca il leader è la 'ndrangheta. Molto interessante la storia di Bruno Fuduli, per quanto riguarda questa parte. Un imprenditore indebitato che finisce per diventare un emissario della 'ndrangheta. Uomo di fiducia non sono dell'organizzazione italiana, ma anche della controparte colombiana.

Organizzazioni molto potenti, cresciute come alberi con radici troppo radicate in ogni parte del mondo, che si servono degli appoggi di politici, banche, poliziotti. Impossibile da sconfiggere da infiltrati come Kiki o raccontatori coraggiosi come Christian Poveda, e scalfite appena da organizzazioni come la Dea.
L'unico rimedio è forse quello che Saviano ci propone nel capitolo conclusivo, ma per saperlo non vi resta che leggere Zero zero zero...


Ti piace?

No comments:

Post a Comment

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...