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60,000 rapes carried out by UN staff

A WHISTLE blower has claimed UN staff could have carried out 60,000 rapes in the last decade as aid workers indulge in sex abuse unchec...

Friday, February 27, 2015

Amnesty International: "Commercio di armi, la vergogna del mondo"

Nel rapporto annuale, stilato da Amnesty International, sono indicati dettagliatamente gli abusi perpetrati in ben 160 paesi. Amnesty International ha accusato i governi del mondo di ‘fingere la protezione dei civili mentre, in realtà, non fanno nulla’.
Nel rapporto si legge che:

"La risposta della politica mondiale agli abusi, perpetrati da parte sia di Stati più o meno riconosciuti che di gruppi armati terroristici in ogni parte del pianeta, è stata inesistente e quantomeno vergognosa".

Amnesty sottolinea il fatto che, pur in presenza di persone che hanno subito un'escalation di attacchi barbari, la risposta e l’azione della comunità internazionale è stata giudicata del tutto insoddisfacente.
Salil Shetty, segretario generale di Amnesty, ha invitato tutti gli Stati a rispettare un trattato che regoli il commercio internazionale di armi che è entrato in vigore lo scorso anno, dicendo che questo potrebbe aiutare a fermare enormi spedizioni di armi verso paesi come la Siria e l'Iraq.
Susanna Flood, Media Director di Amnesty ha dichiarato:

‘Almeno mezzo milione di persone muoiono in media ogni anno e altri milioni sono feriti, violentati e costretti a fuggire dalle loro case a causa del commercio globale scarsamente regolamentato di armi e munizioni. Il numero di sfollati in tutto il mondo ha superato i 50 milioni l'anno scorso per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale’.

Il commercio di armi, si legge nel rapporto, si sta avvicinando sempre più a un valore superiore ai 100 miliardi di dollari all'anno. Solo cinque dei primi dieci esportatori di armi hanno già ratificato un ‘Trattato sul commercio di armi’, compresi gli Stati Uniti e Israele, ma ci sono resistenze alla firma da parte di altri grandi produttori di armi, come la Cina, il Canada e la Russia.
Amnesty inoltra un monito anche al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, avvertendolo che la situazione quest'anno potrebbe persino peggiorare se i leader del mondo libero non prenderanno idonee misure immediate. Il Segretario generale di Amnesty Salil Shetty ha aggiunto che anche l’ONU ha ‘miseramente fallito il suo compito’ di proteggere le popolazioni civili
Shetty ha forti critiche pure nei confronti dei cinque membri del Consiglio di sicurezza permanenti (Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia e Stati Uniti, ndr) che li accusa di aver ‘costantemente abusato’ del loro diritto di veto per ‘promuovere il loro interesse politico o interesse geopolitico sopra l'interesse di proteggere i civili’.

Amnesty International: “I leader del mondo sono vergognosi” Carlo Santi 27 febbraio 2015

La disponibilità di armi in grandi quantità è uno degli aspetti cruciali del nuovo contesto internazionale. La scorsa vigilia di Natale, dopo una campagna durata oltre 20 anni, è entrato in vigore il Trattato globale sul commercio di armi, che ha l’obiettivo di limitare i trasferimenti internazionali di armi e munizioni. Se applicato, contribuirà a salvare migliaia di vite umane. Finora è stato sottoscritto da 130 Paesi e ratificato da 62. Amnesty International chiede a tutti gli Stati - compresi Stati Uniti, Cina, Canada, India, Israele e Russia - di ratificare il trattato. «Nel 2014, enormi forniture di armi sono state inviate a Iraq, Israele, Sud Sudan e Siria, nonostante la probabilità assai elevata che sarebbero state usate contro i civili intrappolati nei conflitti», aggiunge il presidente di Amnesty International Italia: «Quando lo Stato Islamico ha conquistato ampie parti dell’Iraq, ha trovato grandi arsenali pronti all’uso. L’irresponsabile flusso di armi verso chi viola i diritti umani deve cessare subito».

Nuovi conflitti, sempre più colpiti i civili L'orrore delle guerre secondo Amnesty

'Shameful' global response to human rights violations: Amnesty International report

Force used to crush freedom in Africa: Amnesty International report 25 February, 2015

The UN Security Council meets today to discuss resolution 2139, passed in February last year, which demanded that all parties to Syria’s civil war end the indiscriminate use of weapons in populated areas. Needless to say, they haven’t. 

Government forces continue to drop barrel bombs—crude devices packed with explosives—in rebel-held territory, killing 6,163 civilians since the resolution was passed, according to a local human-rights group. The opposition attacks government-controlled areas with car bombs and mortars. 

Amnesty International and Human Rights Watch, two international NGOs, have accused foreign countries, which are divided over Syria, of failing to protect civilians. At least 200,000 people have died in the four years since the original uprising against the president, Bashar Assad. Today Syria is torn between the regime’s forces, rebels and the jihadists of Islamic State. And Mr Assad, who denies using barrel bombs, for now looks unlikely to be removed.

INVISIBLE CHILDREN


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