Featured Post

60,000 rapes carried out by UN staff

A WHISTLE blower has claimed UN staff could have carried out 60,000 rapes in the last decade as aid workers indulge in sex abuse unchec...

Thursday, March 26, 2015

Manipulate and Mislead Guerra alla Monsanto


The Italian Organic Farming Association (AIAB) on Tuesday called on the government and the European Union to ban the use of glyphosate weed-killer because it may be carcinogenic


Difendere l'agricoltura sostenibile in Africa contro l'espansione di Monsanto e la diffusione delle coltivazioni Ogm. Gruppi di piccoli agricoltori si stanno impegnando per supportare le coltivazioni locali contro l'omologazione dell'agricoltura biotech
Dal 1990 ad oggi tre quarti della biodiversità genetica delle piante nel mondo è andata perduta secondo la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO). La perdita della biodiversità è causata dalla diffusione delle monocolture e dell'uniformità genetica in agricoltura con il mito di aumentare la produzione dei raccolti.
In realtà la monocoltura porta ad impoverire i terreni e espone le piante alle malattie. Di conseguenza ecco l'abuso di pesticidi per proteggere le coltivazioni. Il tutto a discapito dell'ambiente e della salute, ma a favore della grande industria produttrice di agrofarmaci.
Secondo i dati FAO oggi il 75% del cibo prodotto nel mondo arriva essenzialmente da 12 varietà di piante e da 5 specie animali. La soluzione per la conservazione della biodiversità in agricoltura è nelle mani dei contadini e del loro impegno per conservare i semi antichi, rari e autoctoni.
Le multinazionali degli Ogm stanno facendo sempre più pressione per espandersi in Africa e in altri Paesi in via di sviluppo, come l'India. Gli Stati Uniti e le aziende biotech stanno cercando di imporre gli Ogm e le monocolture in Africa, in particolare attraverso i programmi di assistenza offerti agli agricoltori dalla Bill and Melinda Gates Foundation.
Ad oggi soltanto il Sudafrica, l'Egitto il Burkina Faso e il Sudan consentono la coltivazione di Ogm per la commercializzazione. Mentre l'Europa si sta opponendo agli Ogm, Monsanto e le aziende biotech cercano nuovi approdi nei Paesi in via di sviluppo.
Gran parte delle aziende agricole africane è di piccole dimensioni e non può permettersi di acquistare le costose sementi Ogm e i relativi pesticidi e fertilizzanti. Ma Monsanto sta attuando delle campagne di marketing efficaci per promuovere gli Ogm come soluzione per la sicurezza alimentare sostenendo che la popolazione in crescita non potrà essere sfamata grazie all'agricoltura tradizionale.
Al contrario, i gruppi di coltivatori e le associazioni che difendono la biodiversità sanno che la soluzione al problema della fame e della carestia potrebbe risiedere proprio nell'agricoltura locale e familiare. Monsanto avrebbe intenzione di introdurre in Africa ben cinque varietà di mais Ogm descritte come resistenti alla siccità, compreso il mai Monsanto Mon810.
Gli autori di "Manipulate and Mislead: How GMOs Are Infiltrating Africa" sottolineano che la maggior parte degli agricoltori africani è donna e non dispone dei mezzi economici necessari per passare all'agricoltura industriale e biotech

Gli agricoltori africani avrebbero molto da perdere con l'introduzione degli Ogm. La coesione sociale dovrebbe aiutarli a difendere la biodiversità e le varietà locali per non cadere nelle mani delle multinazionali biotech e delle loro false promesse.
L'industria agrochimica sta dando vita ad una vera e propria guerra contro l'agricoltura tradizionale e punta a promuovere la coltivazione di Ogm su larga scala. Si tratta di un sistema di produzione che richiede la distruzione del suolo e della biodiversità. Produttori e consumatori sono destinati a soccombere all'omologazione, se non reagiranno in fretta. La speranza è che gli agricoltori africani possano ricevere supporto nella loro lotta contro la diffusione degli Ogm.

Gli organismi geneticamente modificati (Ogm) continuano a diffondersi nel mondo sebbene la loro espansione evidenzi da qualche tempo un rallentamento significativo. Lo segnala il World Watch Institute citando i dati diffusi da uno studio dell’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications. Nel 2014, l’area coltivata a Ogm su scala mondiale ha raggiunto quota 181,5 milioni di ettari. Il tasso di crescita annuale misurato dal 2010 in avanti, riferisce l’indagine, si è attestato al 6,3% contro il 125% circa registrato alla fine degli anni ’90.
Il picco di espansione risale in particolare al 1998 con un aumento di 16,8 milioni di ettari determinato in larga parte dall’incremento delle coltivazioni in Argentina e negli Stati Uniti. Ad oggi, Nord e Sud America coprono da sole l’87% delle coltivazioni mondiali di Ogm con 84,7 e 73,3 milioni di ettari. Terza nella classifica per aree l’Asia con 19,5 milioni di ettari, quarta l’Africa (3,3 milioni) davanti all’Oceania (mezzo milione). La superficie coltivata a Ogm in Europa è pari ad appena 100 mila ettari.

Le coltivazioni Ogm? Oltre 180 milioni di ettari 25 Marzo 2015






Rome, March 24 2015 - The Italian Organic Farming Association (AIABAssociazione Italiana per l'Agricoltura Biologicaon Tuesday called on the government and the European Union to ban the use of glyphosate weed-killer because it may be carcinogenic

"We call on Italy and the EU to immediately consider the necessary measures to protect farmers and consumers from glyphosate," the AIAB said in a note. The Lyon-based International Agency for Research on Cancer (IARC) - an intergovernmental agency forming part of the World Health Organization of the United Nations - named glyphosate as a probable carcinogen in a March 21 report. 

A 2014 article in the International Journal of Environmental Research and Public Health found that workers exposed to glyphosate were about twice as likely to get B cell lymphoma, the most common kind of non-Hodgkin lymphoma. 

American agribusiness multinational Monsanto discovered the compound in 1970, marketing it as a wide-spectrum herbicide under the trade name Roundup. Monsanto also genetically engineered seeds to produce plants that are resistant to Roundup, marketing them under the trade name Roundup Ready

"We have known for years that glyphosate is harmful to human and environmental health and that it accumulates in food and water," said AIAB President Vincenzo Vizioli. "We have been fighting for years against (glyphosate) and other pesticides, which are being passed off as harmless".

Organic farmers denounce Monsanto herbicide 24/03/2015

L'erbicida Roundup è cancerogeno MARCH 21, 2015

Scientists Declare No Consensus On GMO Safety OCTOBER 21, 2013 

Erbicidi e pesticidi cancerogeni, chiediamo all'UE e ai Governi il divieto immediato del glifosato, l'erbicida cancerogeno utilizzato per la produzione del Roundup di Monsanto. Il glifosato è stato inserito dall'International Agency for Cancer Research nella lista dei pesticidi potenzialmente cancerogeni per gli esseri umani.
Il glifosato è il principio attivo del Roundup, uno degli erbicidi più diffusi al mondo. Ora che il glifosato è stato classificato come probabile cancerogeno per gli esseri umani, perché un prodotto di questo genere dovrebbe trovarsi ancora in vendita e disponibile all'acquisto da parte di chiunque, agricoltori e comuni cittadini compresi?
A preoccupare non è soltanto l'erbicida Roundup di Monsanto. Infatti, come ricorda l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (Aiab) il glifosato è utilizzato in almeno 750 prodotti per l'agricoltura, il giardinaggio e il trattamento degli spazi urbani nel nostro Paese.
Secondo Aiab il glifosato viene irrorato con disinvoltura su campi e giardini in Italia, senza tenere conto dei rischi per la salute. Le indicazioni della IARC non rappresentano un parere vincolante per i Governi, che non sono dunque tenuti a vietare il glifosato sulla base delle nuove evidenze scientifiche. Le autorità potrebbero comunque prendere spunto da esse per un cambiamento.
Il glifosato è usato ovunque nell'agricoltura convenzionale e non va dunque messo in relazione soltanto con la coltivazione delle varietà Ogm proposte da Monsanto come soia, mais, cotone e colza Roundup Ready, cioè tolleranti alle applicazioni dell'erbicida Roundup a base di glifosato.
"Lo studio dello IARC non solo riporta la 'probabile cancerogenicità' del Glifosato, ma rileva la correlazione fortissima con danni riscontrabili sul Dna umano: molti lavoratori esposti hanno sviluppato una alta vulnerabilità al linfoma non Hodgkin".
Le reazioni della Monsanto non si sono fate attendere: in un comunicato rilasciato dalla multinazionale dell'agroindustria, si legge che quella dello IARC è "scienza spazzatura" di un "ente senza potere regolatorio", come sottolinea Aiab.
"Una reazione arrogante e violenta",- come l'ha definita Luca Colombo, segretario generale di Firab, la Fondazione per la ricerca nel biologico. "Dobbiamo aspettarci un grande lavoro delle lobby a Bruxelles per evitare che il loro prodotto di punta venga danneggiato dalla ricerca libera. Per questo occorre una mobilitazione dell'opinione pubblica, degli agricoltori e dei consumatori per fare in modo che il dossier aperto dallo IARC venga affrontato dalle autorità nazionali e comunitarie il prima possibile".
Per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", si tratta di un'altra prova che gli insetticidi sono pericolosi per l'uomo ed un'altra significativa evidenza contro l'opinione di tutti coloro che rilanciano la necessità dell'utilizzo massiccio di queste sostanze nelle situazioni d'emergenza come quella che sta vivendo il Salento con l'epidemia di Xylella fastidiosa che sta colpendo migliaia di ulivi su tutto il territorio.

Ora spetta all'Unione Europea trarre le conclusioni sul glifosato e sugli altri quattro pesticidiche sono ritornati di prepotenza sul banco degli accusati dopo lo studio pubblicato da Lancet pochi giorni fa: Diazinon, Malathion, Parathion, Tetraclorvinfos. Queste sostanze secondo Aiab vanno bandite dalle nostre campagne e dai nostri giardini. L'agricoltura biologica dimostra che se ne può fare a meno con facilità e vantaggi per tutti.
Marta Albè

Carcinogenicity of tetrachlorvinphos, parathion, malathion, diazinon, and glyphosate 20 March 2015

Nepal, mangiano grano al pesticida: famiglia sterminata 

MARCH 11, 2015

La Monsanto è la multinazionale più odiata dagli ambientalisti. Il colosso della biotecnologia agraria, infatti, è stato il primo grande sponsor delle coltivazioni geneticamente modificate, che in Italia conosciamo con la sigla Ogm (organismi geneticamente modificati). 
Dal 1990 la Monsanto è passata alla storia per aver sviluppato piante di soia resistenti agli erbicidi. Una delle accuse rivolte alla multinazionale è quella di gestire il mercato globale delle colture, ‘distruggendo’ l’agricoltura anche nei Paesi in via di sviluppo, costringendo all’acquisto dei propri semi. Il tutto anche grazie all’azione di lobbying per far passare leggi favorevoli e far pubblicare articoli favorevoli agli Ogm.
Il reportage di The Independent

Il giornale britannico The Independent si è recato negli Stati Uniti, non lontano da Kansas City, per raccontare come lavora la Monsanto. E il titolo è già molto evocativo. “Il futuro degli OGM: le serre dove Monsanto ‘gioca a fare Dio’ con il futuro del pianeta (The future of GM: The greenhouses where Monsanto 'plays God' with the future of the planet)

Il giornalista Oliver Wright ha vistato le zone in cui nascono gli Ogm. «Ogni serra ospita fino a 650 piante di tutte le forme, dimensioni e varietà», si legge nel reportage che racconta la ‘culla’ della Monsanto. Nonostante il clima all’esterno sia rigido, le strutture garantiscono la temperatura adeguata alla coltura, sia essa maiscolza fagioli.
Il ‘cuore’ della Monsanto è un territorio di circa 40mila metri quadrati in cui sono disseminate 26 serre. I responsabili devono, infatti, determinare il livello ottimale di umidità per garantire che il seme germogli alla perfezione. Ognuno, quindi, deve porre massima attenzione affinché si ricreino le condizioni climatiche precise per farli crescere.
La chiusura dell’articolo di The Independent è molto significativa su quanto sia difficile avere un’idea chiara.
Dopo aver trascorso tre giorni all’interno della società, è difficile concludere se l’immagine sia uno spauracchio o una caricatura.  


Il batterio che colpisce gli ulivi del Salentoin Puglia, è stato “costruito in laboratorio da una multinazionale brasiliana“, la Monsanto: è quanto sostiene l’agronomo Cristian Casili, di cui Sabina Guzzanti si fa portavoce sul proprio profilo Facebook.

Nel suo post la attrice e regista comica scrive:
“Ero in SALENTO per il mio film La Trattativa Continua e sentite cosa ho scoperto: ‘è un batterio che si chiama Xylella.
Qualcuno sospetta che sia costruito in laboratorio da una multinazionale brasiliana che ha un nome che è l’anagramma di questo batterio (la società Allelyx, partecipata della Monsanto). Chi mi ha raccontato queste cose è Cristian Casili agronomo che studia il fenomeno da molto tempo. 
Alcuni ulivi salentini sono stati attaccati. Con uno studio molto approssimativo fatto su 20mila ulivi (20mila su 11 milioni) ne sono stati trovati 500 malati. Malati non si sa nemmeno se tutti attaccati dalla xilella perché potrebbe essere anche un fungo.
Morale hanno deciso di spargere un insetticida velenosissimo prodotto dalla famigerata Monsanto e di sradicare un milione di ulivi da sostituire con ulivi OGM immuni al batterio prodotti sempre dalla Monsanto, batterio forse inventato dalle stesse multinazionali che offrono il rimedio”.
La versione della Guzzanti è stata criticata sul Foglio da Giordano Masini, che ha scritto:
“Tutto torna. Ci avevano raccontato solo bugie, e chissà che ne sarebbe oggi di noi se non fosse per un eroico drappello di artisti e musicisti, che tra una canna e l’altra hanno sgamato la magagna e sono disposti a tutto per fermare la distruzione degli ulivi del Salento, sconfiggere il male e far risorgere il Sole. C’è Nando, il cantante dei Sud Sound System,c’è anche Al Bano, assicura Nando, e iNegroamaro, e ora c’è anche Sabina Guzzanti,proprio lei, in Puglia per presentare il suo masterpiece sulla trattativa Stato-Mafia e che, sulla sua pagina Facebook, ha tirato giù al volo la sceneggiatura per questo entusiasmante sequel.
Una sceneggiatura demenziale della quale si è già fatto portavoce il Fatto Quotidiano, che ha messo in allarme Giancarlo Caselli, oggi presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e che coinvolge immancabilmente dei Pm, quelli di Lecce, che su questa storia avrebbero aperto un’inchiesta. Ma siamo nella terra della Procura di Trani, non è che ci si possa meravigliare più di tanto.



Ti piace?

No comments:

Post a Comment

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...