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60,000 rapes carried out by UN staff

A WHISTLE blower has claimed UN staff could have carried out 60,000 rapes in the last decade as aid workers indulge in sex abuse unchec...

Wednesday, April 15, 2015

BLOCKUPY Assalto alla conferenza di Draghi

Contestazione clamorosa alla Bce. Una manifestante interrompe la conferenza stampa di Draghi, irrompendo nella sala e salendo sul tavolo della presidenza, proprio di fronte al numero uno dell'Eurotower, inveendo contro la "dittatura della Bce" e lanciando coriandoli. 

Immediato l'intervento della sicurezza e lo stop all'intervento di Draghi. Dopo pochi minuti il numero dell'Eurotower riprende la parola. Con il suo consueto aplomb: "Continuiamo da dove ho interrotto".
Draghi torna subito ai contenuti. Per rivendicare, innanzitutto, che "l'attuazione del Quantitative Easing procede regolarmente con volumi in linea con le nostre previsioni di 60 miliardi al mese e ci sono evidenti prove" dei suoi benefici.
Soprattutto, Draghi contesta le valutazioni negative rispetto all'efficacia della mossa che ha fortemente voluto. "Ci sono valutazioni un po' esagerate su eventuali problemi di scarsità di titoli" di Stato che la Bce potrebbe comprare nel corso del Qe: "il nostro programma è abbastanza flessibile da adattarsi se le condizioni dovessero cambiare".
"Guardando avanti - spiega ancora Draghi - il nostro focus sarà la piena attuazione delle misure di politica monetaria. Attraverso queste misure contribuiremo ad un ulteriore miglioramento delle prospettive di crescita e una ripresa della crescita del credito e della liquidità". Insieme "questi sviluppi porteranno ad un sostenuto ritorno dell'inflazione ai livelli inferiori ma vicini al 2% nel medio termine e assicureranno l'ancoraggio delle aspettative nel medio termine".

Blockupy si definisce una rete europea di movimenti sociali che riunisce “attivisti, disoccupati, migranti, lavoratori precari e dell’industria, politici e sindacalisti da diversi paesi d’Europa tra cui Italia, Spagna, Grecia, Paesi Bassi, Danimarca, Francia e Germania”.
La protesta

“Il centro della nostra protesta è la Grecia”, ha dichiarato Werner Renz, rappresentante del movimento Attac, “abbiamo bisogno di più Atene e meno Berlino, la situazione greca non può essere risolta solo con l’austerità”.

I manifestanti accusano le istituzioni europee di voler di “rendere permanenti le misure di austerità” con piani di salvataggio che impongono tagli della spesa pubblica, peggiorando le condizioni della popolazione nei paesi già colpiti dalla crisi economica e dalla disoccupazione:
Vogliamo un’altra Europa, un’Europa non asservita al capitale, un’Europa che non fa uso di politiche monetarie al fine di stabilizzare la precarietà e di tagliare i diritti sociali, welfare e democrazia. Questa non è l’Europa che vogliamo.

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