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Sunday, April 19, 2015

STOP TTIP contro la liberalizzazione degli OGM

Circa 600 eventi in tutto il mondo, di cui 66 negli Usa, 53 Paesi europei mobilitati ma anche molti altri Paesi coinvolti tra cui Giappone, Filippine, Ecuador e Messico per protestare contro  il Trattato transatlantico su commercio e servizi (Ttip) e la liberalizzazione selvaggia


«Facciamo sentire la nostra voce contro la firma del trattato di cui nessuno parla». Con queste parole il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) ha annunciato la partecipazione alla manifestazione contro il TTIP a Firenze.


«Pochi sanno di cosa si tratta e lo stesso Consiglio regionale della Toscana - sottolinea Chiurli - ha liquidato l'argomento bocciando in tutta fretta una mozione che avevo presentato più di un anno fa. Il TTIP rappresenta un forte rischio non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale. L'accordo, che prevede una maxi-liberalizzazione del commercio tra Europa e Stati Uniti, non solo elimina le tutele per i nostri prodotti tipici, ma erode un altro pezzo della nostra sovranità popolare».

«Un trattato-truffa» - attacca il consigliere - con il quale gli Usa esporterebbero in Europa anche la propria cultura in materia di azione legale. Facciamo un esempio pratico: se un'azienda si considerasse penalizzata da una norma statale - spiega Chiurli - potrebbe portare il Governo nazionale davanti a una corte internazionale e magari chiedere risarcimenti miliardari. Alcuni casi del genere hanno già fatto scuola: basti pensare alla Phillip Morris che ha fatto causa allo Stato dell'Uruguay e all'Australia per alcune leggi anti-fumo».

«Pensiamo poi a cosa significherebbe la liberalizzazione del mercato degli OGM sul modello Usa anche nel Vecchio Continente, dove almeno per ora sopravvivono normative più restrittive. O ancora - fa notare Chiurli - all'apertura all'estrazione del cosiddetto shale gas, metano contenuto nelle rocce, attraverso controversi sistemi a pressione idraulica, nel mirino degli ambientalisti, ma già in fase di sperimentazione da parte delle multinazionali dell'energia».

No al TTIP, Chiurli: «Forti rischi per l'ambiente, oltre che per i prodotti Doc e Dop: così si erode ancora la sovranità nazionale» 17-04-2015

La Commissione Europea sta concimando a dovere il campo per il T-tip. 
Entro un mese saranno approvati 17 nuovi prodotti Ogm che gli Stati difficilmente riusciranno a vietare. 
La commissione ambiente del parlamento europeo chiede l’esclusione di cinque settori dai negoziati: i servizi sanitari, la carne agli ormoni, la normativa sulle sostanze chimiche, la clonazione e, appunto, gli Ogm. L’esecutivo comunitario tuttavia non potrà far altro che approvare o respingere tutto il pacchetto a trattativa conclusa.

Ad oggi, il Vecchio continente importa circa 58 prodotti geneticamente modificati, per la maggior parte mais, cotone, soia e barbabietola da zucchero degli Stati Uniti. Dietro il prossimo via libera ci sono proprio le multinazionali biotech d’oltreoceano, che stanno premendo con forza per accelerare i negoziati sul T-tip, l’accordo di libero scambio tra UE e USA in discussione dal 2013.

«Con le trattative sul trattato commerciale in corso, la pressione del settore è cresciuta e il governo degli Stati Uniti lavora per aprire il mercato dell’Unione Europea alle importazioni di OGM e accelerare le procedure di autorizzazione – ha detto Marco Contiero, direttore agricolo di Greenpeace – L’eventuale via libera a 17 colture geneticamente modificate nei prossimi giorni è il risultato di questa azione di lobbying».

Con le nuove regole sugli Ogm gli Stati membri rischiano grosso.

Secondo le nuove regole per l’importazione previste dal T-tip, spiega il Guardian, i prodotti GM commercializzati in futuro riceveranno automaticamente il timbro dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Gli Stati membri si troveranno a dover valutare caso per caso ogni nuovo prodotto e non riusciranno a vietarli tutti. Secondo la Commissione, infatti, l’opposizione di alcuni Stati agli Ogm «di solito non si basa sulla scienza, ma su considerazioni che riflettono il contesto sociale esistente nel Paese». Per questo, se l’Efsa ha classificato un prodotto come sicuro, i governi non potranno utilizzare motivazioni di carattere ambientale o sanitario per vietarlo sul proprio territorio. L’Efsa, per inciso, non ha mai bloccato un’autorizzazione per gli OGM.

Gloria Gabellini, vice segretario del Coceral (Associazione europea che rappresenta il commercio di cereali, riso, mangimi, semi oleosi, olio d’oliva, grassi e forniture agricole) sostiene che «abbiamo un mercato unico, quindi se si importa un prodotto si deve avere il diritto alla libera circolazione».

La maggioranza dei deputati europei, ad oggi, è favorevole al TTIP, incluso Paolo De Castro, europarlamentare italiano che presiede la Commissione Agricoltura dell’assemblea comunitaria.

Dall’altra parte della barricata centinaia di organizzazioni di tutto il continente che hanno aderito alla giornata globale di protesta contro gli accordi di libero scambio, per chiedere il blocco dei negoziati sul T-tip.

L’Europa prepara il terreno Ogm al T-tip Francesco Paniè 17 aprile 2015




Thousands in Germany protest against Europe-U.S. trade deal Apr 18, 2015




TTIP TRATTATO DI LIBERO ECOCIDIO MARCH 14, 2015









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