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Saturday, August 29, 2015

Snowden: "Bin Laden è vivo"


L'ultima bomba dell'ex collaboratore della NSA: "Riceve 100.000 mila dollari al mese e conduce una vita lussuosa".




Bin Laden è ancora vivo e risiede alle Bahamas

A dirlo è l’ex collaboratore della NSA Edward Snowden, già fonte di molte altre inchieste sulle attività di spionaggio dell’agenzia federale americana, che in un'intervista al Moscow Tribune ha detto di avere informazioni che confermano che il terrorista non sarebbe morto, come annunciato dalle autorità americane, nel 2011. 

Secondo Snowden, non solo Bin Laden è ancora vivo, ma ha uno stile di vita sontuoso alle Bahamas, grazie a pagamenti regolari della CIA.

"Ho documenti che dimostrano che Bin Laden è ancora sul libro paga della CIA", afferma Edward Snowden. "Lui continua a ricevere più di $ 100.000 al mese, che vengono trasferiti attraverso alcune aziende direttamente sul suo conto in banca di Nassau. Io non sono certo dove si trova ora, ma nel 2013, viveva tranquillamente nella sua villa con cinque delle sue mogli e molti figli".

Snowden afferma inoltre che la Cia orchestrò la finta morte dell'ex leader di Al Qaeda, mentre veniva effettivamente trasportato con la sua famiglia in una località segreta alle Bahamas. (mt)

Snowden: "Bin Laden vive alle Bahamas a spese della Cia" WSI  28 agosto 2015

National Security Agency whistleblower Edward Snowden, has made a new controversial claim, saying that he possessed some classified information proving that Osama Bin Laden is still alive.

Snowden, who lives as a fugitive in Russia after leaking documents about the NSA’s surveillance programs has made some previously unreported allegations about the famous terrorist, Osama Bin Laden, during an interview with the Moscow Tribune.
According to him, not only is Bin Laden still alive, but he is living a lavish lifestyle in the Bahamas, thanks to regular payments from the CIA.
“I have documents showing that Bin Laden is still on the CIA’s payroll,” claims Edward Snowden. “He is still receiving more than $100,000 a month, which are being transferred through some front businesses and organizations, directly to his Nassau bank account. I am not certain where he is now, but in 2013, he was living quietly in his villa with five of his wives and many children.”

Mr. Snowden says the CIA orchestrated the fake death of the former leader of Al Qaeda, while he was actually transported with his family in an undisclosed location in the Bahamas.
Osama Bin Laden was one of the CIA’s most efficient operatives for a long time,”claims the famous whistleblower. “What kind of message would it send their other operatives if they were to let the SEALs kill him? They organized his fake death with the collaboration of the Pakistani Secret services, and he simply abandoned his cover. Since everyone believes he is dead, nobody’s looking for him, so it was pretty easy to disappear. Without the beard and the military jacket, nobody recognizes him.”
Mr. Snowden says that the documents proving that Bin Laden is still alive will be integrally reproduced in his new book, expected to be released in September.

Edward Snowden was hired by an NSA contractor in 2013 after previous employment with Dell and the CIA. In the month of June of the same year, he revealed thousands of classified NSA documents to journalists.

The US government filed espionage charges against him shortly after his revelations were made public. He has been living under asylum in Moscow, after fleeing the US for Hong Kong in the wake of the leaks.

On July 28 2015, the White House has rejected a “We the People” petition of nearly 168,000 signatories, to pardon him.

BIN LADEN IS “ALIVE AND WELL IN THE BAHAMAS”, SAYS EDWARD SNOWDEN August 25th, 2015 Barbara Johnson

Si è molto parlato di un lungo e controverso articolo sulla morte di Osama bin Laden, scritto dal giornalista statunitense Seymour Hersh. In quell’articolo Hersh accusa l’amministrazione Obama di aver mentito, inventando una storia falsa su come nel maggio del 2011 Osama bin Laden fu trovato e ucciso ad Abbottabad, in Pakistan. Il 18 maggio il sito The Intercept – diretto da Glenn Greenwald e da altri giornalisti diventati famosi soprattutto grazie all’inchiesta sulla NSA e i documenti di Edward Snowden – ha pubblicato una serie di informazioni relative proprio all’uccisione di Bin Laden. Le informazioni vengono dai documenti di Snowden e riguardano proprio alcuni dei punti toccati da Hersh nel suo articolo.
I documenti, scrive The Intercept, «non confermano e nemmeno negano in maniera esplicita nessuna delle informazioni scritte da Hersh» ma «fanno riferimento a certe informazioni importanti per il dibattito». The Intercept precisa anche che i documenti in suo possesso sono solo una parte di quelli che riguardano la morte di Bin Laden.
Le due versioni

La versione ufficiale dell’amministrazione Obama è che gli Stati Uniti rintracciarono la posizione di Bin Laden attraverso un suo corriere. Una volta localizzato Bin Laden, fu organizzato un raid “unilaterale” (il Pakistan non ne era quindi a conoscenza) delle forze speciali che terminò con l’uccisione di Bin Laden, che poi durante il viaggio di ritorno fu sepolto in mare.

La versione di Hersh – scritta in un articolo di 10mila parole – è molto diversa e dichiara falsi e inventati gran parte degli elementi della ricostruzione ufficiale. Secondo Hersh già dal 2006 Bin Laden era prigioniero dei servizi segreti pakistani, che nel 2010 si accordarono con i servizi segreti statunitensi. Bin Laden non fu, secondo Hersh, trovato e arrestato dopo un blitz armato ma semplicemente consegnato dai pakistani agli statunitensi, in seguito a un accordo economico-militare tra i due stati.
Ned Price, portavoce della Casa Bianca, ha commentato l’articolo di Hersh dicendo che contiene «troppe inesattezze e asserzioni infondate» e ha ribadito che l’operazione è stata «unilaterale» e «confinata a uno stretto circolo di funzionari statunitensi». E anche molti altri giornali e siti d’informazione hanno accusato la versione di Hersh di essere debole, contraddittoria, incoerente e priva di qualsiasi prova, a parte il racconto di due persone, una senza informazioni dirette e una di cui non si conosce il nome. L’articolo, pubblicato dalla London Review of Books, sarebbe stato scritto per il New Yorkerche si sarebbe però rifiutato di pubblicarlo non valutandolo abbastanza attendibile.
I documenti di The Intercept

I documenti di The Intercept riguardano per prima cosa il “mezzo” grazie al quale i servizi segreti statunitensi sarebbero – secondo la versione ufficiale – arrivati al corriere di Bin Laden. Secondo The Intercept non ci sono – né nelle richieste di budget della CIA (necessarie per ottenere i finanziamenti per le sue operazioni) né nelle comunicazioni interne della NSA – chiari ed espliciti riferimenti a un corriere: «questa presunta mossa d’intelligence compare raramente nelle comunicazioni interne della NSA». Gli autori dell’articolo spiegano che dai documenti di The Intercept emerge che fu grazie a intercettazioni di quel tipo che si arrivò a Bin Laden, ma che comunque in quei documenti non è ben spiegato il come si arrivò a quel determinato corriere.

Nel suo articolo Hersh accusa anche gli Stati Uniti di aver appositamente messo nella casa in cui fu ucciso Bin Laden materiali poi usati come prove della sua pericolosità e della sua importanza in al Qaida. The Intercept scrive che i documenti a sua disposizione non mostrano – perlomeno fino al 2011 – l’evidenza di importanti informazione d’intelligence ottenute grazie ai materiali trovati in quella casa.
Restano due importanti questioni riguardo alle conseguenze della morte di Bin Laden: secondo l’amministrazione Obama nel 2011 Bin Laden era ancora un importante leader di al Qaida (per Hersh era invece già prigioniero – e quindi ininfluente – dal 2006). E poi, secondo Hersh il Pakistan fu per anni complice degli Stati Uniti, mentre secondo la ricostruzione ufficiale degli Stati Uniti il Pakistan non ebbe invece alcun ruolo nell’operazione militare che uccise Bin Laden. The Intercept cita in questo caso la NATO, che in una relazione del maggio 2011 scrisse che la forza dei talebani sarebbe rimasta fondamentalmente inalterata nonostante l’uccisione di Osama. Altri documenti mostrano invece che il Pakistan protestò e chiese spiegazioni per il raid degli Stati Uniti, avvenuto all’interno del suo territorio: cosa che supporterebbe la versione ufficiale.

The Killing of Osama bin Laden Seymour M. Hersh 21 May 2015

MORTE VIRTUALE DI UNO “SCEICCO DEL TERRORE”


"Il video di Osama alla tv è un falso" MAY 10, 2011


IL FANTASMA DI OSAMA BIN LADEN JANUARY 28, 2015


I reali sauditi «finanziarono Osama Bin Laden» FEBRUARY 5, 2015







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