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60,000 rapes carried out by UN staff

A WHISTLE blower has claimed UN staff could have carried out 60,000 rapes in the last decade as aid workers indulge in sex abuse unchec...

Tuesday, September 1, 2015

EMERGENZA MIGRANTI Proteste e Caos a Budapest


Mostrano i biglietti già acquistati e sollevano i bambini per mostrarli alle forze dell'ordine sperando nella loro clemenza. Ma per i rifugiati bloccati a Budapest non c'è possibilità di riuscire a salire sui treni in partenza dalla stazione di Keleti per raggiungere l'Austria e la Germania. La stazione è stata sgomberata e i convogli in entrata e in uscita bloccati per diverse ore. I migranti sono arrivati seguendo la rotta dei Balcani, attraverso la Turchia, il Mar Egeo e la Grecia, la Macedonia e la Serbia




È sempre più grave l'emergenza migranti in Europa orientale, diventata negli ultimi giorni un fronte caldo. 

Le stazioni ferroviarie, prese d'assalto dai migranti che vogliono raggiungere Austria e Germania, diventano lo scenario di proteste e manifestazioni. 

La situazione è particolarmente difficile in Ungheria, dove migliaia di profughi, che erano da giorni bloccati in campi di fortuna a Budapest, hanno cercato di prendere convogli che li portassero a destinazione. 

Il ministro della Difesa ungherese, Csaba Hende, ha annunciato in parlamento l'invio di 3000-3500 militari al confine sud del Paese, in sostegno alla polizia. "I militari non avranno però ordine di aprire il fuoco per mandare via la gente", ha specificato. 

Alcuni treni sono stati bloccati per ore anche alla frontiera austriaca. Nelle ultime 24 ore sono state raggiunte cifre record, con oltre 2.200 richiedenti asilo giunti fra lunedì e martedì in Baviera e 3.650 migranti e profughi arrivati solo nella giornata di ieri a Vienna da Budapest.



Accuse e proteste. Il vicepremier ungherese Janos Lazar, intervenendo in parlamento ha incolpato la cancelliera tedesca Angela Merkel e la Ue del caos e dei disordini avvenuti alla stazione Keleti di Budapest, che in mattina è stata sgomberata. 

I profughi siriani chiedono di partire per la Germania senza registrazione, facendo riferimento alle dichiarazioni della Merkel, che aveva annunciato la decisione di Berlino di sospendere il regolamento di Dublino per i profughi provenienti dalla Siria. Questo significa che non li respingerà verso i paesi di ingresso nell'Unione europea, come prevede il regolamento, e si farà carico di loro in ogni caso. 

"L'Ue non ha saputo gestire la situazione, il problema è la stessa Ue", ha detto Lazar. Budapest, inoltre, registrerà tutti i migranti che entrano in Ungheria, a prescindere da dove arrivino, ma rimanderà quelli economici (che non otterranno cioé asilo) nello Stato da cui sono entrati nel Paese. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, parlando in Slovenia. Ha anche aggiunto che Budapest non appoggia il sistema delle quote per distribuire i profughi nell'Unione europea, sostenendo che ciò non farebbe altro che incoraggiare migranti e trafficanti.


Dopo un'ora di chiusura, la stazione di Budapest è stata riaperta dalle forze dell'ordine ungheresi, ma i migranti non sono stati lasciati entrare. In mattinata, centinaia di profughi furenti hanno inscenato una manifestazione di protesta, chiedendo che venisse riaperta e venisse permesso loro di salire sui treni alla volta della Germania. Sventolando i biglietti ferroviari, scandendo 'Germania, Germania' e urlando, i manifestanti si sono ammassati dinanzi agli agenti di polizia schierati all'ingresso. Il portavoce del governo, a cui è stato chiesto perché la stazione sia stata chiusa, ha risposto che il governo di Budapest sta cercando di applicare la normativa Ue, che richiede agli extracomunitari che vogliano muoversi all'interno dell'area Schengen di aver un passaporto e un visto. Un bambino, nel caos, si è perso, ma è stato soccorso da un volontario, Baba Mujhse, un ungherese di origine egiziana, che era alla stazione per aiutare i migranti. L'uomo lo ha preso in braccio e, tentando di calmarlo, si è messo a cercare i suoi familiari tra la folla.


Renzi, Ue si gioca la faccia. "È un tema delicato, provo rispetto e commozione per i tragici fatti di cronaca italiani ma al punto in cui siamo è evidente che siamo davanti ad un fenomeno europeo, non più italiano. Sulla risposta alla migrazione ci giochiamo non solo la faccia ma l'idea di Ue", ha detto in serata Matteo Renzi, a Parallelo Italia su Rai Tre.



Numeri allarmanti. Sono anche i numeri forniti dall'Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) relativi agli arrivi attraverso il Mediterraneo a dare il polso della situazione: nei primi otto mesi del 2015, sono 351mila i migranti che hanno intrapreso la via del mare per cercare una vita diversa. Ma è drammatico anche il dato relativo alle vittime: 2.643 persone sono morte da gennaio. 

Cifre allarmanti, soprattutto se si paragonano a quelle dell'anno scorso, quando gli arrivi nello stesso periodo erano stati  219mila. L'Oim stima in 235.000 i migranti arrivati in Grecia e in 115mila quelli approdati in Italia. Più di 2.000 sono arrivati in Spagna e un centinaio a Malta. Solo venerdì sera l'Oim aveva stimato in 330.000 gli arrivi dal Mediterraneo da inizio anno. 

Agosto è stato il secondo mese con più morti dell'anno, 638, superato solo da aprile quando erano stati 1.265. Le nazionalità più comuni tra i migranti che attraversano il Mediterraneo sono eritrea, nigeriana, somala, sudanese e siriana. Gli eritrei dominano tra gli arrivi in Italia e i siriani tra quelli sulle isole greche. In tutto il 2014 erano stati 3.500 i migranti morti o dispersi nel Mediterraneo, secondo i dati forniti dall'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani.

Italia condannata dall'Edu. La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo (Edu) oggi ha condannato l'Italia per la detenzione e l'espulsione 'illegale' di tre migranti tunisini nel Centro di prima accoglienza di Lampedusa. Il ricorso si riferiva a fatti avvenuti nel settembre 2011, quando i tre erano stati prima trattenuti nel Centro di prima accoglienza dell'isola e poi caricati su navi-prigione a Palermo, in attesa del rimpatrio. L'Italia è stata condannata a versare a ognuno dei ricorrenti 10 mila euro per danni morali e altri 9.300 euro di spese legali.

Per la Corte di Strasburgo la detenzione da parte delle autorità italiane dei tre cittadini tunisini, fuggiti dal Paese dopo le rivolte della 'primavera araba' del 2011, era 'irregolare' e in violazione di numerosi articoli della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. La loro detenzione era "priva di base legale" e i motivi alla base della reclusione sono rimasti "sconosciuti" ai tre ricorrenti, che "non hanno potuto contestarli". Inoltre per la Corte, che "tiene conto della crisi umanitaria" sull'isola nel 2011, le condizioni della detenzione dei tre cittadini tunisini "hanno leso la loro dignità", a causa del sovraffolamento e delle condizioni igieniche della struttura. La Corte dei Diritti dell'uomo ritiene infine che i tunisini siano stati oggetto di un rimpatrio collettivo, vietato dalla Convenzione, in quanto i decreti di espulsione non facevano riferimento alla loro situazione personale.


Merkel e Rajoy: "Aiutare Italia e Grecia".  Intanto prosegue il confronto tra i Paesi europei, in attesa del vertice dei ministri dell'Interno in agenda per il 14 settembre. Già il 4 a Lussemburgo si terrà una riunione informale dei capi delle diplomazie dei 28, occasione per confrontare le posizioni tra i vari Paesi e tentare di smussare gli angoli di posizioni spesso molto distanti. Giovedì, invece, mentre Angela Merkel incontrerà i leader dei Paesi Balcanici, a Bruxelles arriverà il premier ungherese Viktor Orban, che non ha esitato a far costruire un muro lungo il confine con la Serbia per contenere il flusso di disperati in cerca di un ingresso in Ue.

Oggi, intanto, si sono incontrati a Berlino la Merkel (che ieri aveva esortato a un impegno condiviso e solidale tra i Paesi europei) e il premier spagnolo, Mariano Rajoy. Definire una lista di 'safe countries' (Paesi d'origine sicuri che comportano il rimpatrio del migrante), aiutare Grecia e Italia ad aprire i centri di registrazione dei migranti e riaffermare il principio per cui chi non ha diritto d'asilo deve tornare nel Paese d'origine sono i tre punti su cui i due si sono trovati d'accordo. "Per quanto riguarda i rifugiati che sono perseguitati o scappano da guerre, dovrebbe esserci un'equa distribuzione in Europa basata sulla forza economica, la produttività e la grandezza di ogni Paese", ha osservato Merkel. "Dobbiamo lavorare per ottenere una politica comune di asilo", ha sottolineato ancora la cancelliera. "Quella che stiamo vivendo - ha osservato Rajoy - è la più grande sfida che l'Europa dovrà affrontare negli anni a venire. Dobbiamo dare una risposta a questa sfida". "Abbiamo bisogno di accordi e solidarieta'", ha proseguito

Nuovi arresti per tir Austria. Proseguono le indagini sulla morte dei 71 migranti i cui cadaveri sono stati trovati la settimana scorsa all'interno di un camion abbandonato in AustriaLe autorità austriache hanno annunciato l'arresto di altri due uomini. Secondo Verena Strnad, portavoce della Procura della zona in cui è stato trovato il veicolo giovedì scorso, uno dei due sospetti è stato fermato in Bulgaria e l'altro in Ungheria. I primi cinque arrestati in connessione con questa tragedia sono quattro bulgari e un afgano. Tutti tranne uno sono finiti in manette in fra venerdì e domenica in Ungheria. I primi quattro, fra cui il proprietario del camion e i due conducenti, sono sospettati di essere la manovalanza di un'organizzazione dedita al traffico di esseri umani.


Migranti, caos a Budapest: "È colpa di Merkel e della Ue". A migliaia verso Austria e Germania 01 settembre 2015

Migrants protest at Hungary train station as entry is barred Arwa Damon, Gul Tuysuz and Laura Smith-Spark, CNN September 1, 2015

Chaos Erupts in Budapest as Hungary Clears Migrants From Train Station 

02 September 2015

Migrant crisis: Thousands arrive in mainland Greece 02 Sept, 2015

Spain finds Guinea migrant hidden behind car engine 1 September 2015

NUOVA TRAGEDIA NEL CANALE DI SICILIA: RECUPERATI 4 CADAVERI set 1, 2015

Boris Cheshirkov, spokesman of the UN Supreme Commissariat for Refugees, in an interview with Radio FOCUS 


Host: On the background of deepening migration crisis on the Balkans, another tragic incident shocked Europe, the tragic death of 71 refugees. A truck with bodies of 71 refugees was discovered on the side of a motorway in Austria last week. Three Bulgarians and one Afghan citizen were detained in connection with the deaths. 

Bulgarian Deputy Prime Minister, Meglena Kuneva, commented that involvement of Bulgarian citizens in this crime is shame for Bulgaria. Bulgarian Minister of Foreign Affairs, Daniel Mitov, stated that amendments to the Penal Code provide for greater penalties for human trafficking. In his words human trafficking has become profitable business which stakes life of thousands of people. Refugee crisis finds greater response in Europe. 


UN Secretary General Ban Ki-moon urged governments of the countries with increased refugee’s flow to increase their efforts for dealing with the immigrant crisis in Europe


Head of the Catholic Church, Pope Francis, condemned crimes against migrants and called foe efficient international cooperation for dealing with the crisis. 


Does the international cooperation for dealing with the problem turn inefficient? 

How can counteract the illegal human trafficking and what efficient mechanisms must be taken for permanent solving of the problem? 


We are going to discuss on the topic with Boris Cheshirkov, spokesman of the UN Supreme Commissariat for Refugees


Mr Cheshirkov, we seek you again on a tragic incident – refugee crisis continue taking toll. Unfortunately, this time there are Bulgarians involved. 


Besides the truck of 71 dead migrants, another case of arrested Bulgarian woman for human trafficking was announced. The woman made an attempt to transfer an Albanian child to Great Britain. How do you comment on these cases? 

Boris Cheshirkov: Around 2,500 refugees, immigrants lost their life this year, including the latest more tragic cases of the past week, including hundreds of refugees who drowned in the Mediterranean Sea and the 71 refugees, probably from Syria – fathers, mothers, small children, who died in the truck. 


Indeed, we are deeply shocked and saddened by this incident and this tragedy reiterates that people who engage in human trafficking are unscrupulous, they have expanded their business. We already see them in Europe, on European motorways. 


They do not respect human life, the only thing they are looking for is profit and this is really appalling and must be stopped. 


The European Union must fight against human traffickers and human trafficking, through further joint activities between police services of EU member states, intelligence services, and through the involvement of international organisations such as ours. 


It is necessary in parallel, to create and invest in better conditions for receiving newly arrived refugees and to provide them for faster access to shelter. There must be legal paths for refugees to Europe and programmes for humanitarian reception, for humanitarian visas, facilitated visa regime for students, workers.

Host: All European leaders call for cooperation, for elaboration of a joint European strategy for dealing with the refugee crisis. Such a meeting is yet to be held on September 14 between the ministers of interior and justice of the 28 member states. They will discuss the problems elated with illegal immigration.
What are, however, possibilities for assistance and cooperation for countries outside the EU, for applicant member states, like neighbouring Macedonia? We know that situation there is also very complicated. 

Boris Cheshirkov: We see an in-depth dialogue in recent weeks, when actually was seen a larger number of refugees through the Western Balkans, the flow that goes from Greece, passing through Macedonia, Serbia and people eventually come to Hungary, from where people head to destinations such as Germany, Sweden and other countries to the west or north. 


It is really necessary to provide assistance to Macedonia and Serbia which now report thousands of refugees per month. Over 50,000 migrants were registered in July to pass the route and it is the number of only registered ones. So certainly there is a need to support asylum systems of these two countries. 


At the same time to reduce the number of people fleeing Syria, the conflict there must be solved, but also first asylum countries must receive support. I mean Lebanon, Jordan and Turkey which have already received more than 4 million refugees from Syria. 


Europe must create additional programme to support these countries because the mega-crisis in Syria and Iraq have left for 5th year in a row people there without any alternative, they have already spent their resources, their savings have been exhausted and they have no other choice but to go to another place and now we see that during the last year they are headed towards Europe.


It is therefore necessary to support the actions and efforts towards those countries which first receive refugees, while increasing assistance to humanitarian agencies

For example, our UN agency for refugees is currently covered only 33% of the target needs to help Syrian refugees. Obviously, there must be complex activities by Europe, which is only possible through the involvement of all EU member states. 

EU must urgently deal with illegal human trafficking: spokesman of the UN Supreme Commissariat for Refugees 31 August 2015 | 15:42 | Radio FOCUS

31 August 2015 






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