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60,000 rapes carried out by UN staff

A WHISTLE blower has claimed UN staff could have carried out 60,000 rapes in the last decade as aid workers indulge in sex abuse unchec...

Thursday, December 8, 2016

VOYAGE OF THE DAMNED: strage di migranti nel 2016

Dal 1 gennaio a oggi almeno 4.690 uomini, donne e bambini sono morti cercando di attraversare il Mediterraneo, circa 1.000 in più rispetto a tutto il 2015. Questo numero non si deve a un aumento significativo degli arrivi ma solo a un'aumentata mortalità


Nel 2016, circa 1 persona su 41 è morta nella traversata. 

"Nonostante i numeri scioccanti e l'enorme perdita di vite umane, la risposta dell'Europa è ancora quella della guerra ai trafficanti, focalizzata su misure deterrenti e sull'esternalizzazione delle frontiere più che sulla necessità di salvare vite e garantire passaggi sicuri in Europa. Con l'unico effetto di spingere i trafficanti a operare in modo ancora più pericoloso per evitare i controlli alle frontiere, a costo di ulteriori morti in mare", dice Medici Senza Frontiere.

Uomini, donne e bambini stipati in barconi sempre più precari. Nel 2016 Msf ha soccorso persone da 134 gommoni di qualità estremamente scadente e da 19 barche di legno. Le grandi barche di legno del 2014 e 2015 sono state sostituite da gommoni economici e "mono-uso", perché i trafficanti assumono che verranno intercettati e distrutti nell'ambito delle operazioni militari anti-scafisti dell'Unione Europea. Queste imbarcazioni di bassissima qualità hanno causato innumerevoli tragedie: MSF ha recuperato i corpi di persone asfissiate, schiacciate dal peso di centinaia di compagni di viaggio, annegate sul fondo dei gommoni in pozze tossiche di acqua e carburante.

Trafficanti sempre più spietati. L'equipe di MSF hanno visto barconi capovolgersi dopo aver passato ore o giorni alla deriva senza motore, perchè i trafficanti o altri criminali l'avevano rimosso molto prima che qualunque soccorso fosse possibile. Le persone soccorse raccontano di essere stati tenuti in grotte, fossi o buche nel terreno per giorni o settimane prima di essere spinti a forza in mare su un barcone. "Abbiamo sentito di esecuzioni, abusi terribili, violenze sessuali, torture. Rispetto all'anno scorso, abbiamo visto meno persone con giubbotti di salvataggio, cibo, acqua e provviste per il viaggio o con carburante sufficiente", riferisce Msf, "Abbiamo effettuato soccorsi con il mare grosso e a tutte le ore del giorno e della notte. I trafficanti mandano in mare molti barconi insieme a orari improbabili nel tentativo di sfuggire al meccanismo di controllo imposto dalle politiche restrittive e sperando che anche se alcuni di loro saranno catturati, altri passeranno e verranno soccorsi. Le operazioni notturne sono state sempre più frequenti ed è capitato che una sola nave MSF dovesse rispondere a più di 10 chiamate di soccorso in 24 ore".

Molti minori non accompagnati sfidano il mare da soli. Il 16% degli arrivi via mare in Italia sono bambini, l'88% di loro sono minori non accompagnati. Una famiglia soccorsa dalla nave Aquarius era guidata da un bambino di 10 anni, che viaggiava da solo con i suoi fratelli, tutti ancora in età da pannolino.

Molte donne soccorse sono incinte, molte delle gravidanze sono frutto di violenze. "Molte delle donne che soccorriamo, soprattutto quelle che viaggiano da sole, raccontano storie terribili", sottolinea Msf, "altre sono troppo traumatizzate per aprirsi con il nostro staff nel poco tempo passato insieme. La minaccia di violenza è così nota che molte donne provvedono a forme di contraccezione a lungo termine prima di mettersi in viaggio per essere sicure di non rimanere incinte. 

Non solo le donne e i bambini sono vulnerabili. "Alcuni scappano da una guerra alla quale non vogliono partecipare, altri da torture, reclutamento forzato e violazione dei diritti umani collettivi, altri ancora hanno subito discriminazioni a causa dell'orientamento sessuale, violenza, persecuzioni, povertà estrema e indigenza. Il loro drammatico viaggio inizia in paesi devastati da anni di tensione e instabilità, dal Pakistan ai paesi dell'Africa Subsahariana come la Nigeria o il Gambia, dal corno d'Africa, in particolare l'Eritrea, fino al Medio Oriente".

L'Europa non è la prima destinazione per rifugiati e migranti di tutto il mondo. "La stragrande maggioranza dei rifugiati e degli altri migranti ha cercato rifugio e lavoro nella propria regione. Secondo i dati dell'Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR) nessuno dei paesi che ospitano più rifugiati (Turchia, Pakistan, Libano, Iran, Etiopia, Giordania, Kenya, Uganda, Repubblica Democratica del Congo e Ciad) si trova in Europa, ma complessivamente offrono rifugio a più della metà dei rifugiati globali. L'Europa ha ricevuto solo una piccola percentuale dei rifugiati globali ma continua a cercare soluzioni creative per tenere queste persone lontane invece che prendersene cura", accusa l'organizzazione.

Rifugiati e migranti subiscono orribili violenze e abusi in Libia. "Per qualunque ragione si trovino in Libia, la violenza e i maltrattamenti che migranti e rifugiati subiscono nel paese non lasciano loro altra scelta che andar via. Secondo le persone intervistate dalle nostre equipe, uomini, donne e un numero sempre crescente di minori non accompagnati (alcuni di appena 8 anni) hanno subito abusi da parte dei trafficanti, dei gruppi armati e di privati cittadini che sfruttano la disperazione di chi fugge da conflitti, persecuzioni o miseria. Tra gli abusi, atti di violenza (anche sessuale), rapimenti, detenzione arbitraria in condizioni disumane, tortura e altre forme di maltrattamento, sfruttamento finanziario e lavori forzati".

Intercettare i barconi che lasciano la Libia non è una soluzione. "Impedire alle persone di lasciare la Libia le condanna a ulteriori maltrattamenti e abusi da parte dei trafficanti. In base al piano di addestramento introdotto dall'Ue, la guardia costiera libica dovrebbe giocare un ruolo fondamentale nelle future politiche di contenimento avviando in acque nazionali operazioni di intercettazione, ricerca, soccorso e ritorno dei barconi", conclude Medici senza Frontiere, "La nostra esperienza dimostra come l'intercettazione di barche sovraffollate e non adatte alla navigazione possa essere estremamente pericolosa in questo ambito e possa aumentare i rischi che queste persone disperate devono affrontare per raggiungere un posto sicuro. Le persone che scappano dalla Libia devono essere soccorse in sicurezza e con tranquillità, e portate in un porto sicuro dove possano ricevere assistenza, fare domanda di asilo o di altre forme di protezione. Nella situazione attuale, la Libia non può essere considerata un porto sicuro per gli sbarchi".


2016 on pace to be deadliest year for migrants crossing the Mediterranean Perry Chiaramonte December 02, 2016  FoxNews.com

Migrant Deaths Worldwide Top 7,100 - Over Half in the Mediterranean REPORT International Organization for Migration 16 Dec 2016

Oim, oltre 7.100 migranti morti in 2016 Oltre metà nel Mediterraneo 16 dicembre 2016

Migrant deaths in Mediterranean hit new record in November, over 4600 dead in 2016 Sami Zaptia

4,700 Migrants Die in 2016 While Attempting to Reach Europe IANS November 30, 2016


Londra - "E' un caso scomodo", come lo definisce adesso il capo dell'Europol, Rob Wainwright. Scomodo perché si intreccia con quella che sembra essere una serie di negligenze, cavillosità burocratiche, atteggiamenti liquidatori. Eppure il "naufragio dimenticato" del 9 aprile scorso costò la vita a circa 500 persone: il peggiore del 2016, che a sua volta è l'anno più nero delle tragedie legate all'immigrazione nel Mediterraneo. Per questo l'Europol, sollecitata da una lunga inchiesta giornalistica, ha deciso di fare luce sulla strage, che ha visto centinaia di disperati abbandonati in mare, a morire annegati, da mercanti di uomini che avrebbero potuto recuperarli dopo che la loro imbarcazione era andata a fondo. Ma anche, a quanto pare, governi della regione incapaci di capire la portata della sciagura, o semplicemente di assumersi le proprie responsabilità. Eppure, come risulta anche da un recente rapporto di Medici senza Frontiere, ogni giorno che passa l'emergenza è sempre di più stringente e casi come quello che ora interessa le massime autorità di polizia europee possono ripetersi in ogni momento. Il caso del "naufragio dimenticato" è stato riaperto dalla Bbc e dalla Reuters, che hanno preso a scavare sulla vicenda immediatamente dopo che si era venuto a sapere, grazie alle autorità italiane, della tragedia. Ma questa era già avvenuta da una settimana: i superstiti da salvare ormai erano molto pochi.
Alle 2 del mattino del 9 aprile 2016 un peschereccio in condizioni fatiscenti, insieme ad un numero imprecisato di altre imbarcazioni, lascia il porto egiziano di Rashid, poche miglia ad est di Alessandria. A bordo ci sono circa 500 migranti. Vengono dalla Somalia, dal Sudan, dall'Etiopia, dall'Egitto stesso. Ognuno di loro ha pagato tra i 1.600 ed i 1.900 euro per l'ultima tappa del loro viaggio della speranza. La parte più difficile. La barca potrebbe portare al massimo - e già in condizioni precarie - non più di 200 persone, ma altre 300 si aggiungono all'ultimo momento. Giunto al largo della costa egiziana il peschereccio inizia a dare segno di scarsa stabilità: pende da un lato per via dell'eccesso di peso dovuto alla presenza di così tanti passeggeri. Si inclina, e questo scatena il panico, perché tutti si buttano sul lato opposto e la barca, a questo punto, si rovescia. La maggior parte dei passeggeri muore nel giro di pochi minuti, ma almeno un centinaio potrebbe essere recuperato dalle altre imbarcazioni, che invece mettono i motori a tutto vapore e si allontanano dalla zona del naufragio. Chi tenta di aiutare, viene minacciato di morte. 
Come sempre in questi casi, i superstiti sono abbandonati per giorni e giorni in balia delle onde aggrappati a zattere o a quel che resta a galla. Prima di andarsene, i trafficanti di uomini hanno spiegato loro - come unica forma di aiuto - di non dire mai di essere partiti dall'Egitto, perché scatterebbe il rimpatrio immediato. Meglio dire di provenire dalla Libia, perché il caos politico e militare in cui si trova il Paese di fatto impedisce di essere rimandati indietro. Dopo una settimana, unità della guardia costiera italiana intercettano un messaggio con una richiesta d'aiuto da uno dei pochi sopravvissuti e scattano le operazioni di recupero. Ma alla fine sono solo in 37 quelli che riescono a salvare la vita. E tutti dicono di essersi imbarcati in Libia. Anche l'Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite viene tratto in inganno e dalla Grecia (dove nel frattempo i clandestini sono stati portati) fa sapere che in effetti è la Libia l'ultimo paese di transito da loro toccato prima di avvicinarsi all'Europa. 
L'inchiesta e le risposte - L'atto d'accusa della Reuters e della Bbc non può essere più chiaro. "La Guardia Costiera Greca", si legge sul sito della televisione pubblica britannica, "non ha fatto presente il caso alle autorità giudiziarie del proprio paese con la motivazione che non vi sono prove che il crimine sia stato compiuto nelle acque territoriali greche". Inoltre lo stesso ministero della giustizia di Atene non ha voluto rilasciare commenti in materia. Il governo egiziano "non ha mai voluto riconoscere pubblicamente l'avvenuto naufragio nè che il viaggio avesse avuto inizio da uno dei suoi porti, lasciando così nell'incertezza le famiglie delle vittime". L'Europol, per bocca del suo responsabile massimo, denuncia la "mancanza di risposte chiare" su quello che è successo ad aprile, a 500 disperati.


Hundreds Dead After Boat Sinks off Libyan Coast U.N. estimates death toll of 500, survivors say they floated for days TAMER EL-GHOBASHY MANUELA MESCO  April 20, 2016



E' slittata al prossimo 13 dicembre la sentenza sul 'grande naufragio' di migranti del 18 aprile 2015 al largo della Libia, il più grave di sempre nel Canale di Sicilia, con un bilancio di circa 700 morti e solo 28 sopravvissuti. Nel processo, che si celebra col rito abbreviato, davanti al Gup di Catania, Daniela Monaco Crea, sono imputati il presunto 'capitano' del barcone, il tunisino Mohamed Ali' Malek di 27 anni, e il suo 'mozzo' siriano Mahmud Bikhit, di 25, che si proclamano innocenti sostenendo di essere stati soltanto dei 'passeggeri'. Sono accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ma al 'capitano' sono contestati anche l'omicidio colposo plurimo e il naufragio. Per lui, a conclusione della requisitoria, il 17 maggio scorso, la Procura, con i Pm Rocco Liguori e Andrea Bonomo, ha chiesto la condanna a 18 anni di reclusione e il pagamento di un risarcimento di 3 milioni di euro. Per il 'mozzo' che accusa il coimputato di essere stato il 'capitano' sono stati sollecitati sei anni.

Migranti: 700 morti, sentenza 13/12 06 dicembre 2016 

Naufragio con 700 migranti morti, 18 anni al capitano e 10 milioni di sanzioni ALESSANDRA ZINITI NATALE BRUNO 13 dicembre 2016

Italy jails boat captain for 2015 refugee deaths Dec 13 2016

Mediterranean migrants: Details emerge of deadly capsize 21 April 2015



(ANSA) - PALERMO, 6 DIC - La Procura di Palermo ha chiesto la condanna all'ergastolo di Ali RouibahImad Busadia, algerini, e del libico Abdullah Assnusi accusati dell'omicidio di 200 migranti e di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
    L'imbarcazione che guidavano si rovesciò, inabissandosi, nel Canale di Sicilia, ad agosto del 2015. Tra le vittime anche sette bambini.

    Una ventina di corpi vennero recuperati subito, altri, mesi fa, in un'operazione della Marina coordinata dalla Procura. Il processo è stato istruito dai pm Claudio Camilleri e Renza Cescon. L'indagine coordinata dall'aggiunto Maurizio Scalia.

    All'arrivo a Palermo dei superstiti, decine di testimoni indicarono agli inquirenti i 5 scafisti. Due, Suud Mujassabi e Shauki Esshaush, sono sotto processo in ordinario davanti alla corte d'assise. I tre per cui è stato chiesto l'ergastolo hanno scelto l'abbreviato. Sul barcone affondato c'erano 600 persone ammassate l'una sull'altraSolo a chi pagava un supplemento veniva dato il salvagente.

Naufragio 200 morti, chiesti 3 ergastoli 06 dicembre 2016 

Traffickers trap hundreds of migrants in sinking boat - Algerian, Tunisian and Libyan smugglers arrested Gianluca Mezzofiore August 7, 2015 



Epidemic Rape of Migrants DECEMBER 3, 2016

SHOCKING REPORT REVEALS RAPE AND BRUTALITY IN MIGRANT CAMPS 17 GIUGNO 2016 


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